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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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venerdì 18 marzo 2016

19 - 20 MARZO 2016, GIORNATE FAI DI PRIMAVERA



2 GIORNI PER SCOPRIRE L'ITALIA, 365 PER AMARLA


È arrivato il weekend più atteso dell'anno!
Il 19 e 20 marzo riscopri il bello di sentirsi italiani: scendi in piazza con il FAI. 900 luoghi straordinari aperti dai nostri volontari ti aspettano in tutta Italia. Vieni a scoprire ville, castelli, musei, palazzi storici, parchi, giardini e molto altro con visite a contributo libero. 

E se sei ISCRITTO AL FAI  potrai entrare in luoghi speciali riservati ai nostri iscritti e utilizzare le corsie preferenziali in tutti gli altri.

PROGRAMMA DELLA DELEGAZIONE DI FIRENZE

sabato 19 e domenica 20 marzo, ore 10.00 - 16.30 (ultimo ingresso)
IGM - ISTITUTO GEOGRAFICO MILITARE
via Cesare Battisti, 10

L’Istituto Geografico Militare (IGM), Ente Cartografico dello Stato italiano, ha sede a Firenze in via Cesare Battisti, in una parte del complesso che in origine era stato il convento dei frati Serviti della limitrofa Santissima Annunziata, soppresso nel 1865. All’interno si segnalano il salone, già cenacolo dei Servi di Maria e la biblioteca, dal 1694 occupata dalla libreria del convento dei Serviti e oggi destinata all'estesa raccolta di volumi e carte dell’IGM.
I visitatori dovranno essere muniti di carta d'identità e sono invitati a non portare borse molto grandi per facilitare il passaggio del metal detector. Ci scusiamo se i necessari controlli di sicurezza causeranno dei rallentamenti alle visite guidate.

sabato 19 e domenica 20 marzo, ore 10.00 - 16.30 (ultimo ingresso)
PALAZZO DELLA BANCA D'ITALIA
via dell'Oriuolo, 37

Il palazzo della Banca Nazionale del Regno d'Italia realizzato nel 1865-1869 per trasferirvi la Direzione Generale da Torino a Firenze Capitale, fu progettato dall'architetto Antonio Cipolla sull'ampio giardino antistante il palazzo de' Pazzi di Borgo degli Albizi. All'interno spicca lo scalone monumentale, con il soffitto ornato dallo scenografo Girolamo Magnani, la sala ottagonale della biblioteca e le pregevoli decorazioni dei saloni posti al piano nobile e al secondo piano.
I visitatori dovranno essere muniti di carta d'identità e sono invitati a non portare borse molto grandi per facilitare il passaggio del metal detector. Ci scusiamo se i necessari controlli di sicurezza causeranno dei rallentamenti alle visite guidate.

sabato 19 marzo, ore 10.00 - 16.30 (ultimo ingresso)
domenica 20 marzo, ore 12.00 - 16.30 (ultimo ingresso)

BASILICA DI SANTA MARIA ALL'IMPRUNETA piazza Buondelmonti, 28
La Basilica di Santa Maria all'Impruneta, fondata nel 1059 in seguito al ritrovamento di una sacra immagine della Madonna, conserva opere di notevole pregio, come le due edicole di Michelozzo decorate con terrecotte invetriate di Luca della Robbia. In facciata, sotto il portico di Gherardo Silvani (1634) dove due lapidi attestano la prima consacrazione dell'edificio (1059) e la riconsacrazione dopo i restauri (1950), si accede ai due chiostri, dal secondo dei quali si scende in un vasto ambiente coperto a volta, la sala d'Armi dei Buondelmonti, e nella cripta, un piccolo locale absidato del XII secolo. La torre campanaria, uno dei pochi resti dell’originaria pieve romanica, è del XIII secolo con merlature ottocentesche.
L'ingresso alla Basilica non sarà consentito durante le funzioni religiose.

sabato 19 marzo, ore 10.00 - 16.30 (ultimo ingresso)
domenica 20 marzo, ore 10.00 - 16.30 (ultimo ingresso)

FORNACE AGRESTI A IMPRUNETAvia delle Fornaci
La Fornace, situata a mezza costa su una collina argillosa, risale ai primi anni del Settecento quando gli Agresti, una delle più antiche famiglie di fornaciai di Impruneta, trasferirono qui la loro attività a seguito dell'esaurimento della precedente cava di via della Croce. Costruita in mattoni e pietra, l'antica manifattura, oggi in disuso e di proprietà dell'Amministrazione Comunale, è stata accuratamente restaurata. L'interno è organizzato su piani diversi e sovrapposti: al centro si trovano i due forni a legna, più in basso è il deposito del combustibile (fascine), presso la rimessa dell'argilla. Una loggia è posta in corrispondenza della facciata d'ingresso.

Delegazione FAI di Firenze
telefono: 055 2741029
e-mail: delegazionefai.firenze@fondoambiente.it
facebook: Delegazione FAI Firenze   Delegazione FAI GIOVANI Firenze


PROGRAMMA DELLA DELEGAZIONE DI SIENA

SIENA: Le chiese dei conventi femminili nel Terzo di Città.

La prima tappa dell’itinerario è il complesso monastico oggi denominato “delle Trafisse” che comprendeva, in origine, oltre alla Chiesa e al convento, anche la Fonte delle Monache. Fondato nel 1273 il convento ha ospitato le suore di clausura di Sant’Agnese e, successivamente, altri ordini religiosi. A seguito delle soppressioni napoleoniche (1866/1868), il complesso fu trasformato in presidio militare, destinazione che tuttora mantiene e la Fonte delle Monache fu lasciata in stato di abbandono. 

La chiesa delle Trafisse è una delle imprese meglio concepite e realizzate dall’architetto senese Jacopo Franchini. Eseguita tra il 1704-1711, mostra i caratteri salienti dell’architettura tardo barocca senese con echi borrominiani e di architetture romane.
Nelle pareti dell’altareh maggiore sono presenti gli affreschi del Folli, raffiguranti la Natività e l’Annunciazione e la Visitazione in alto (1605-08), mentre nella volta, commissionata nel 1705 al pittore Giuseppe Nicola Nasini, è rappresentata l’Assunzione della Vergine incoronata da Dio Padre e Cristo, un’impresa tra le più eccellenti dell’artista senese.

Proseguendo per Via delle Sperandie troviamo la Fonte delle Monache, in origine parte integrante del convento delle Trafisse. Probabilmente fu costruita nel primo ventennio del Trecento per gli usi quotidiani delle monache di clausura che vivevano nel vicino convento di Sant’Agnese e al quale era collegata da una lunga scalinata, invisibile dall’esterno. Nella parte più bassa dell’area verde si trova una piccola cappella cimiteriale, ad uso del convento, costruita nel 1697. 
Il restauro, la conservazione e la valorizzazione di questo luogo si deve all’Associazione La Diana.

Proseguendo il percorso suggerito arriviamo in Via San Marco all’ ex convento di Santa Marta fondato nel 1329 ha ospitato fino ai primi anni dell’Ottocento le monache di clausura agostiniane, poi fu trasformato in casa di detenzione, in seguito in orfanotrofio, fino all’acquisto da parte del Comune di Siena. Attualmente alcuni locali ospitano l’Archivio Storico del Comune e, nell’ex refettorio, si può ammirare l’Ultima cena di Jacopo Pacchiarotti (visita riservata ai soli soci FAI).

Il chiostro del convento conserva in parte l’originale decorazione trecentesca a monocromi con Momenti di vita eremitica e Storie della vita di San Girolamo. Le decorazioni murali più antiche del complesso si trovano nell’antica chiesa, attuale sagrestia. Delle pitture originali resta solo una parete affrescata con diverse scene che non costituiscono un ciclo unitario. Nel registro superiore sono affrescate Le esequie di Santa Marta, il Martirio di San Jacopo, Sant’Agostino consegna la regola, San Francesco riceve le stigmate e un Santo Vescovo; nel registro inferiore ci sono alcune scene della Passione di Cristo. Per la loro disomogeneità stilistica le pitture murali della sagrestia e del chiostro sono attribuite a diversi artisti, tutti attivi a Siena tra metà Trecento e primo Quattrocento. Adiacente alla sagrestia, la chiesa cinquecentesca è decorata con affreschi e pale risalenti al primo quarto del Seicento. Di Pietro Sorri sono la Santa Cecilia circondata da angeli, la Caduta di Gesù, l'Annunciazione e la Resurrezione di Lazzaro. Di Francesco Vanni è invece l'Incoronazione della Vergine, mentre gli affreschi della volta spettano prevalentemente a Sebastiano Folli. 

Ultima tappa: chiesa oratorio dei Santi Pietro e Paolo della Contrada della Chiocciola; in origine la chiesa faceva parte del monastero delle monache di S. Paolo e quando, con le riforme napoleoniche, il convento fu soppresso, la chiesa, nel 1813, fu assegnata alla Contrada della Chiocciola. All’interno, il dipinto più importante è la grande tavola sull’altar maggiore con l’Incoronazione della Vergine fra i santi Agostino, Paolo, Caterina d’Alessandria, Giovanni Battista, Pietro, Galgano e Girolamo, opera dei fratelli Andrea e Raffaello Piccinelli, detti i Brescianini (ca.1520). Sull’altare di sinistra si trova la tela con la Caduta di S. Paolo di Astolfo Petrazzi. Gli affreschi della cupola, databili intorno al 1714, sono opera di Antonio Buonfigli, restaurati, dopo i danneggiamenti subiti durante il terremoto del 1798, da Bernardino Montini. Altri dipinti sono ascrivibili ancora al Petrazzi, ad Annibale Mazzuoli e a Dionisio Montorselli che realizzò anche i quattro evangelisti posti alla base della cupola.

ORARI DI SIENA:
Tutti i luoghi seguiranno il seguente orario: Sabato 19, ore 10.00-17.30; Domenica 20, ore 10.00-17.30.
1. Chiesa delle Sperandie, Via delle Sperandie
2. Fonte delle Monache, Via delle Sperandie
3. Ex Convento di Santa Marta, Via San Marco
Ingresso riservato ai soli Iscritti al FAI: il Cenacolo con il prezioso affresco di Jacopo Pacchiarotti
4. Chiesa dei Santi Pietro e Paolo, Contrada delle Chiocciola, Via San Marco

SAN GIMIGNANO: San Pietro e San Jacopo: due chiese romaniche a San Gimignano

A San Gimignano ci sarà la possibilità di visitare due gioielli dell’architettura romanica: la chiesa di San Pietro in Forliano e la chiesa di San Jacopo al Tempio dove ha lavorato anche Memmo di Filippuccio, pittore giottesco senese, suocero di Simone Martini.
La chiesa di San Pietro in Forliano presenta una serie di affreschi di notevole importanza. Sulla parete destra, in alto sono dipinte scene dedicate alla Madonna e a Cristo: l’Annunciazione, una Maestà col donatore e due santi, l’Adorazione dei pastori. Sono dipinti murali attribuibili al pittore senese Memmo di Filippuccio, e forse riferibili al secondo decennio del Trecento. Sono un poco più tarde le due scene sottostanti con Sant’Antonio tentato da un diavolo e la Comunione di Santa Maria Egizia. Si ritiene invece riferibile agli anni trenta del Trecento e all’opera dei figli di Memmo, Lippo e Tederico, la Madonna del passeggio, che singolarmente accompagna un Gesù già svezzato assieme ai santi Paolo e Giovanni Battista.
La chiesa di San Jacopo al Tempio, di pertinenza del vicino monastero benedettino vallombrosano, ebbe funzioni ospedaliere, probabilmente improntate all’accoglienza dei pellegrini e dei viandanti che percorrevano la Francigena. All’interno opere ad affresco di diversi autori. La Maestà coi santi Giacomo e Giovanni è opera di Memmo di Filippuccio, mentre i tre grandi murali con storie evangeliche sono da attribuire a un pittore della cerchia dei figli di Memmo, Lippo e Federico, autori del ciclo del nuovo testamento presso la collegiata, realizzato tra gli anni quaranta e cinquanta del Trecento. 

ORARI DI SAN GIMIGNANO:
Tutti i luoghi seguiranno il seguente orario: Sabato 19, ore 10.00-17.30; Domenica 20, ore 10.00-17.30.
1. Chiesa di San Pietro in Forliano, Piazza Sant’Agostino
2. Chiesa di San Jacopo al Tempio, Via Folgòre da San Gimignano

Delegazione FAI di Siena
telefono: 055 2741029
e-mail: delegazionefai.siena@fondoambiente.it 
facebook: Delegazione FAI Siena  Delegazione FAI GIOVANI Siena



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