Translate

IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
E SE ANCHE TU VUOI PUBBLICARE QUALCOSA SU QUESTA TERRA CONTATTAMI

giovedì 2 gennaio 2014

“È Ceppo!” Tradizioni di Natale nel Chianti di Patrizia Piazzini

“Bambini, è Ceppo!” – così ci salutava la nonna da piccoli quando la sera di Natale andavamo a cena da lei. Non ci ha mai detto “è Natale”, non ha mai fatto l’albero in casa né il Presepe perché “quando s’era piccini noi non usava”.

Ma che vuol dire che è Ceppo?
Significa che è Natale e si dice così per l’antica tradizione (forse di origine pagana) di bruciare la notte di Natale un grosso ceppo di legno nel camino, che illuminava e riscaldava la casa durante la veglia della Vigilia. Il capofamiglia sceglieva l’albero più adatto e la sera della Vigilia veniva portato in casa ed accesso con tutta la famiglia riunita; a volte veniva decorato o benedetto, tanto era importante e significativo. Il Ceppo doveva bruciare fino al giorno di Natale ed in alcuni casi bruciava fino al Capodanno o all’Epifania: un fuoco che dava calore e luce alla casa nel periodo delle festività e allontanava così anche la malasorte. Questo particolare tronco rappresenta simbolicamente l’unione fra due mondi: quello della terra e dell’inverno, in cui l’albero affonda le radici, e quello della luce, della vita dove allunga i propri rami. È così che segna il passaggio dei giorni di buio a quelli di luce della fine dell’inverno. Per questo il Ceppo veniva scosso dal capofamiglia che faceva delle predizioni su come sarebbe stato l’anno nuovo: muovendo il ceppo ci si chiedeva quanto grano ci sarebbe stato quell’anno, quanto vino, quante castagne, quanto olio, se la stagione sarebbe stata propizia o no. Rispondeva il fuoco, con i suoi crepitii che andavano interpretati. D’altronde si sa che i primi giorni dell’anno venivano osservati attentamente da chi lavorava e viveva in campagna.
Nelle case di campagna della Toscana e del Chianti la cucina era la stanza più importante della casa, dove il grosso camino era così importante per riscaldare la casa intera, per cucinare e per ritrovarsi tutti insieme, magari seduti intorno al fuoco a raccontarsi storie. Allora, come oggi, quando la famiglia si riuniva nel periodo delle feste si pensava anche ad imbandire la tavola e a preparare qualche piatto che durante il resto dell’anno non avrebbe lo stesso sapore.

A proposito di Ceppo, non si può non parlare dell’arrosto del Ceppo: un lungo spiedo con vari tipi di carne che veniva fatta cuocere lentamente nel camino; una preparazione lunga che prevedeva il taglio delle varie carni (salsicce, fegatelli, anatra, faraona, tordi) che venivano poi condite con erbe aromatiche come alloro, rosmarino, pepe e successivamente messe sullo spiedo intervallate da fette di pane casereccio. A Natale poi in tavola non poteva mancare il brodo di cappone, che veniva considerato cibo di lusso e si mangiava solo per le Feste, un galletto castrato intorno ai 2 mesi e macellato dopo 8 mesi di vita; in alternativa il brodo fatto con la famosa gallina vecchia, una costa di sedano, un cipollotto e una carota. Col brodo si mangiavano i cappelletti, pasta all’uovo finissima con un ripieno di carne di cappone (o comunque una carne magra). E naturalmente le frattaglie non dovevano esser buttate! I fegatini del pollo venivano usate per fare i famosi crostini neri, con aggiunta di capperi, cipolla, acciughe, salvia, olio, un goccio di vin santo, serviti sul pane toscano raffermo e bagnato con un po’ di brodo. Il simbolo della convivialità nel Chianti e in tantissime altre zone in Toscana.
 Quello che vi ho raccontato finora è un mix di ricordi della mia bisnonna, della nonna e gli zii e ogni casa ha le sue ricette e le sue abitudini, ma ancora oggi molte delle antiche tradizioni sono rimaste ovunque, anche se reinterpretate in chiave moderna: la famiglia riunita durante le feste, l’antipasto con i crostini, i cappelletti in brodo, l’arrosto. Il ceppo lo troviamo solo a fine pasto. Di pan di spagna coperto di cioccolata!!

E i regali? Quelli li porta Ceppo, mica Babbo Natale! Era usanza la mattina di Natale dare ai bambini della frutta secca oppure dei piccoli giochi in legno.
Auguri di buone feste a tutti i nostri lettori.






Nessun commento:

Posta un commento

Condividi liberamente senza modificare, citando sempre chi è l'autore. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica e viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001