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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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mercoledì 1 maggio 2013

IL PRIMO MAGGIO, NON SOLO LA FESTA DEI LAVORATORI


Il 1 maggio di ogni anno in moltissimi paesi del mondo si festeggia la festa dei lavoratori. Nel 1889, associazioni operaie americane e europee avevano scelto questa data per rivendicare su scala internazionale la giornata lavorativa di otto ore. Dopo il grande successo dell'iniziativa del 1890, la mobilitazione del primo maggio si trasformò in una consuetudine molto importante per gli operai. In italia fu istituita nel 1891, soppressa nel 1925 e rimessa nel 1945.

Io però voglio ricordare la storia di una rivolta contro la prima guerra mondiale, che ha molti aspetti attuali anche per il mondo di oggi. Protagoniste furono le donne di Lamole, nel Chianti, che il 1° Maggio 1917 marciarono verso Greve; nella piazza del capoluogo si fronteggiarono con le autorità e protestarono di fronte al comune. “Guerra alla guerra” fu il loro inno, sventolando una bandiera rossa, e la data del primo maggio non venne scelta a caso. Era un'occasione per rivendicare i diritti sul lavoro e i diritti della donna, ancora la posizione sociale della donna erano discriminate rispetto agli uomini, come succede ancora oggi in gran parte del mondo. Le donne accanto ai numerosi e pesanti doveri, con i mariti al fronte dovevano fare tutto loro, in realtà si può dire che rivendicavano la parità politica, sociale ed economica tra i sessi.

La società chiantigiana, la vita religiosa, politica e amministrativa di greve, il mondo del lavoro contadino e i personaggi che caratterizzavano le elites locali sono alcuni degli attori principali di un episodio che vide erompere sulla scena pubblica contadine, massaie e artigiane. Tra il 1916 e il 1917 in Toscana ci furono molti tumulti contro la guerra e chi la sosteneva, di cui purtroppo ne sappiamo poco perchè gli storici si sono sempre concentrati sui grandi eventi. Questo evento è arrivato ad oggi grazie a testimonianze soprattutto della Baccheide, poema in ottava rima scritto da Galileo Gagli, singolare figura di socialista umanitario e poeta, e condannato a quindici giorni di carcere per avere appoggiato la protesta. Un figura importante della rivolta fu il prete di lamole, Don Brunetto, chiamato don cirillo da galileo. In realtà anche se poi non condannato perché un prete, era stato lui a incitare le donne di Lamole alla rivolta e il Gagli aveva aiutato le donne ad organizzarsi.

Grazie anche alle fonti storiche riscoperte prima da Carlo Baldini (La Baccheide, Memorie religiose e civili del Comune di Greve in Chianti, vol. XVIII, 1998) e poi Roberto Bianchi (Donne di Greve, ed. Odradek, 2005), da questo fatto sono stati tratti gli spettacoli teatrali i “FORCONI DI PACE” e "IL LIBRO NERO" regista Viviana Ferruzzi.


SCENA RIVOLTA DONNE - FORCONI DI PACE



Forconi di Pace Facebook


DONNE

 Bambine, fanciulle, donne...
Voi che avete vissuto sottomesse,
che avete tessuto con piccoli fili tele per la libertà...
Voi che avete dato la vita, nutrito, protetto,
curato, difeso, amato e cresciuto figli...
Voi che avete sostenuto e confortato mariti e amanti...
Voi donne cuore e anima d'Italia...
Solo per Voi, adesso e per l'eternità una stella brillerà.



Sabina Manetti
(@ diritti riservati)







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