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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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sabato 27 agosto 2016

Il viaggio di Giulia Massano nel Chianti



"Eccomi qua a parlare di un dei più bei viaggi della mia vita. Mi chiamo Giulia e insieme a due miei cari amici e compagni di università, freschi di laurea, decidiamo di attraversare l’Italia in bicicletta. Così, per non annoiarsi. Partiamo da Torino, luogo in cui ci siamo conosciuti e raggiungiamo la capitale seguendo la Via Francigena. Viviamo la giornata, non abbiamo un programma stabilito e prenotiamo di giorno in giorno il camping in cui sostare.
A metà del nostro viaggio decidiamo di allungare la tratta e di raggiungere la zona del Chianti. Perché è troppo da scemi essere lì vicino e non passarci. 
E’ un caldo martedì di inizio agosto e partiamo da Lucca con destinazione colline del Chianti. Appena arrivati in zona il pensiero è: “cavolo che posto unico e meraviglioso ma che fatica in bici, qui è tutto un sali scendi!” Più sali che scendi, in realtà. 
Ma mi soffermerò a raccontarvi più nel dettaglio la fine della nostra tappa. Eravamo alle porte di Certaldo e pregustavamo già nella nostra mente la meritata cena a base di fiorentina al sangue e Chianti Classico. Invece non sapevamo che ci attendeva una bella salita di 8 km per raggiungere il camping da noi scelto. Panorama del Chianti a Marcialla, frazione di Certaldo, per la precisione. Anche noi furboni ci avremmo dovuto pensare che con un nome del genere non sarebbe stato proprio sul lungo fiume in piano. 
Comunque eravamo rimasti agli 8 km da percorrere. Per fortuna erano su strada asfaltata. Ma quando hai sul groppone la stanchezza di una giornata sotto il sole cocente, le ruote incollate come cicche al suolo, le sacche che chi me l’ha fatto fare di portare dietro tutta sta roba, la tenda e vattelappesca ti pare di avere un piccolo bambino aggrappato alla schiena che ti trascina con lui a valle. E per renderli ancora più semplici gli 8 km sono stati conditi da una veloce virata del meteo con un temporale universale alle nostre spalle prima, esattamente sopra di noi poi. Una scena Fantozziana, insomma.
Piano piano abbiamo raggiunto la meta, inzuppati fradici, ma accerchiati da meraviglie paesaggistiche in ogni dove. Vedi foto, per esempio.
Nonostante tutta questa divertente faccenda, per chi la legge si intende, non abbiamo incontrato panorama migliore in tutto il nostro viaggio. E una volta raggiunga la cresta ci è parso di essere in un’altra epoca fatta di campi, vigneti, colori caldi, contadini e vecchie abitudini. Quelle sane e genuine. Lontano dal caos delle città, dai rumori, dallo stress. Tutto sembrava essersi fermato.
E cavolo quant’era buona la fiorentina quella sera……."

Giulia Massano


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