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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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domenica 3 maggio 2015

Femminili Plurali - Letture da “Passi Affrettati” di Dacia Maraini


con
Irene Calosci, Giovanni Di Costanzo, Francesca Ingold,
Margherita Mugnai, Caterina Nepi
"giovani attori del laboratorio teatrale Le ali di Icaro"

e con
Gioiella Bardelli, Maria Carla Bazzini, Daniela Belardini, Giulia Cappellini, Lorenza Posfortunato, Giovanni Romagnoli, Antonietta Scala, Patrizia Simonti, Lùcia Veronese
"lettori volontari formatisi ai laboratori di Ginestra Fabbrica"


Mise en espace Lorella Serni


Luci e fonica Lorenzo Castagnoli

Collettiva con opere fotografiche di Micolsara Frosinini, Clara Malvisi, Virginia Righeschi


Una scrittrice molto nota parla di un tema molto discusso, l’opera Passi affrettati (Ianieri Editore, 2007), racconta storie di donne provenienti da mondi diversi, con un destino simile, testimonianze in prima persona riscritte con uno stile scarno ed essenziale, affidando tutto alla forza della parola. Abbiamo scelto voci autorevoli e nuove allo stesso tempo per affrontare il tema della violenza contro le donne, volutamente in una serata lontana da quelle date istituzionali ad essa dedicate: l’attenzione non deve mai venire meno, non puó mai venire meno.
In un giorno qualunque parliamo di donne.
Donne in fuga che camminano con passi affrettati, lungo percorsi e destini differenti. Passi affrettati che non portano mai a luoghi migliori, ma, con una cadenza intimamente condivisa, continuano una storia millenaria di sopraffazioni. Passi affrettati attraversano campi e cittá, e segnano con ritmo ora lieve ora battente un’eco lontana e cupa, riconosciuta sempre quando è troppo tardi. Passi affrettati vanno ogni giorno, non solo in corrispondenza di qualche sacra festa pubblica del massacro.
Passi affrettati sono anche i nostri, che trasportati dalla nostra disattenzione ci allontaniamo da situazioni che ci inquietano. 
Ma tutti questi passi risuonano con cadenza affine nel nostro essere.


Lorella Serni Diplomata alla Bottega Teatrale Vittorio Gassman di Firenze. Inizia a lavorare al Teatro della Tosse di Genova con numerose produzioni per la regia di Tonino Conte, Egisto Marcucci, Lele Luzzati. Successivamente lavora con Mario Missiroli negli spettacoli Lulu e Il Vittoriale degli italiani (1991). Con Cherif interpreta Improvvisamente l'estate scorsa (1991), Arancia meccanica (1992), e L'omosessuale di Copi (1992, Taormina Arte). Nel 1993 è la volta di Chitra di Tagore, di Aoi e Hanjo di Mishima (Carnevale di Venezia, 1994) per la regia di Tito Piscitelli con cui prosegue la collaborazione fino a La forza dell'abitudine di Bernhard (1999). Incontra la Compagnia Krypton nel 1990 con cui lavora ad Alberi e Dino Campana, un poeta in fuga per la regia di Giancarlo Cauteruccio (1995). È Medea nello spettacolo Per amore da Corrado Alvaro, che Fulvio Cauteruccio reinterpreta in una originale chiave di lettura (2006). Con la regia di Cauteruccio ha poi impersonato Elettra in Orestea/action/9mm alla fine (2007), e la madre in Le Torri trasparenti (2008). È Sibilla Aleramo in Così bella come un sogno, drammaturgia originale di Lorenzo Bertolani, nella messa in scena a cura di G. Cauteruccio. Nel 2010 interpreta Le rose di Jurgen di G. Fanfani, regia di Con-fusione. È Cassandra in C.a.n.t.o. di P. Berdondini, regia di G. Cauteruccio. Nel 2012 interpreta il monologo Le Mani addosso di P. Nepi, regia di T. Trevisiol. Successivamente è Goneril in Re Lear di W. Shakespeare, regia di G. Pedullà. Tra le sue interpretazioni ricordiamo inoltre numerosi Concerti per voce e musica su La Divina Commedia e sulla poesia del Novecento.



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