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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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domenica 5 maggio 2013

L'ALCHIMIA DEI FIORI DI IRIS

In primavera chi passa tra le campagne del chianti, è sicuramente attratto dai bellissimi fiori degli iris. L'iris è una pianta molto rustica e appariscente durante la fioritura per i suoi fiori carnosi. Purtroppo la fioritura dura pochi giorni e i fiori vanno perduti in poco tempo.

Lo spettacolo richiama alla mente la ragione per le quali viene accostato questo nome latino alla pianta. Iris è in onore della dea Iride, la personificazione dell'arcobaleno.

Gli Iris più diffusi nelle pendici del chianti sono: IRIS PALLIDA con il fiore di colore azzurro pallido e detto comunemente giaggiolo odoroso; IRIS FLORENTINA, di colore bianco e detto giaggiolo bianco; IRIS GERMANICA, di color viola paonazzo detto giaggiolo viola.

L'Iris Florentina è il simbolo di Firenze e di numerosi altri comuni della Toscana (come Castelfiorentino, Cavriglia, Certaldo e Montespertoli nel Chianti). Spesso erroneamente si pensa che sia un giglio e non il fiore stilizzato dell'iris. Fin dall'antichità come testimoniano anche le scritture è sempre stata fatta confusione tra gli iris e i gigli, una inesattezza botanica. I gigli e gli iris sono dello stesso ordine Liliales ma appartengono a due famiglie diverse: alle Liliaceae i gigli; alle Iridaceae gli iris.

L'Iris Pallida è l'unica che si coltiva, e la sua coltivazione non è data dalla bellezza del suo fiore ma dal suo rizoma. Questo, mondato o essiccato, durante la lavorazione che avviene nei mesi di luglio e agosto, acquista con il tempo un profumo. Gli impieghi più importanti sono in profumeria e nella cosmesi. Dal rizoma per distillazione si estra un'essenza dolce molto pregiata, dalle note delicate e persistenti, simili alla violetta. La coltivazione del giaggiolo odoroso è ancora oggi praticata, i pochi produttori rimasti sono a Greve in Chianti, Lamole, San Polo, Pian di Scò, Castelfranco di Sopra e Loro Ciuffenna. Di solito queste piante venivano piantate dove c'era un terreno arido, sassoso, soleggiato, insomma un sodo, sulle balze o ai margini del campo.

E' importante mantenere la coltivazione eroica del giaggiolo per ragioni paesaggistiche, storiche e folcoristiche.


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VIDEO SUL GIAGGIOLO FIORITO:



AZIENDA AGRICOLA MANETTI LEONARDO
CEL. +393288117607

  

2 commenti:

  1. Bravissimi, l'amore per il territorio è fondamentale per conservare un ambiente sano ed accogliente. Bravo anche Chris

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