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IL BLOG DI LEONARDO MANETTI SUL CHIANTI E LE SUE CAPITALI: FIRENZE E SIENA
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lunedì 25 novembre 2013

GALILEO GAGLI, UN ARTISTA NELL'ANIMA

Galileo Gagli nacque a Firenze il 14 ottobre 1864 e morì il 14 febbraio 1956 a Greve, il padre era un alto magistrato del Granducato di Savoia e la madre apparteneva ad una agiata famiglia della borghesia fiorentina. La famiglia possedeva alcuni poderi nell'alta Val di Greve, a Lamole. Galileo era uno stravagante artista e “socialista umanitario”, “letterato e pittore”ma anche scultore. Era troppo eccentrico per dedicare la vita all'accumulo di terre e denari, preferì disegnare tele e modellare terrcotte, scrivere poesie, insegnare a leggere ai contadini e aiutare le giovani ragazze a disegnare sulle lenzuola per il corredo. Il 1 maggio 1917 fu il fautore di una dimostrazione di donne davanti al Comune di Greve, nella piazza principale del paese. Fu condannato a 15 giorni di carcere, che scontò nel famigliare carcere a Greve di San Francesco. Su questa manifestazione scrisse la “Baccheide”, poema eroicomico in ottava rima. Molte delle sue opere sono andate perdute ma alcune sue poesie sono state pubblicate in alcuni periodici, altri dal settimanale “Il Chianti”, giornale nato nel 1889 che aveva una rubrica sulla poesia.


LAMOLE

Lamole è bello non si può negare:
pieno di bestie e pien di contadini,
pieno di tanta roba da mangiare
e pieno di sacchetti di quattrini.

Oh che felicità, che bello stare!
Vini fini, aria fine, e teste fini:
posto di quiete per chi vuol studiare,
e da baldoria per gli sbarazzini.

Belle donne, bel cielo, bei tramonti,
terra buona, aria buona, vino buono;
e belle piante e frutti e buone fonti.

Venga quassù vedrà che si trastulla...
e le persone, dica, come sono?
O creda pure che son buone... a nulla.


IL VINO CHIANTI

Lo sa, Tancredi, perchè 'l nostro vino
gli ha pè sù marca i' ggallo? Senti senti
icchè domanda a me. Ci vol pochino
a dillo. Fra i diversi concorrenti
gliè ì ssolo Chianti che gliè genuino.

Sicchè quello di molti possidenti
si po' dire che gliè marca purcino?

Alla libera e senza comprimenti.
La differenza è questa: che i' ggalletto
fa sentire i' suù gran chicchirichi
anche à sordi, oltre a quanti sono a letto,
mentre ì ppurcino è debole cosi
che ì ffiato male gli vien su da ì ppetto
né riesce a far altro che... pi-pi.


(@diritti riservati)

fonte: Memorie Religiose e Civili del Comune di Greve in Chianti – Vol. quarto a cura di Carlo Baldini



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